In breve
- A Milano (zona E) il riscaldamento si accende dal 15 ottobre e può restare acceso fino al 15 aprile. Quest’anno però, fino al 30 ottobre, al massimo 8 ore al giorno; dal 31 ottobre 13.
- Gli orari validi sono tra le 5 e le 23. In casa, a Milano, 19 °C (più 2 di tolleranza).
- La spesa si divide a consumo se ci sono i contabilizzatori, a millesimi se non ci sono.
Quando si accende: dipende dalla zona
L’Italia è divisa in sei zone climatiche, dalla A (la più calda) alla F. Per ogni zona il d.P.R. 74/2013 fissa un periodo e un massimo di ore al giorno:
| Zona | Periodo | Ore al giorno |
|---|---|---|
| A | 1° dicembre – 15 marzo | 6 |
| B | 1° dicembre – 31 marzo | 8 |
| C | 15 novembre – 31 marzo | 10 |
| D | 1° novembre – 15 aprile | 12 |
| E (Milano) | 15 ottobre – 15 aprile | 14 |
| F | nessun limite | nessun limite |
La zona del tuo comune è nell’allegato A del d.P.R. 412/1993. Fuori periodo l’impianto si può accendere solo se il clima lo giustifica, per non più della metà delle ore ordinarie.
Milano 2026/2027: cosa dice l’ordinanza
Il Comune ha deciso che la stagione parte il 15 ottobre, con regole più strette di quelle nazionali, come comunica sul suo sito:
- dal 15 al 30 ottobre: massimo 8 ore al giorno, tra le 5 e le 23, perché le temperature sono sopra la media;
- dal 31 ottobre a fine stagione: massimo 13 ore al giorno (la legge ne ammette 14);
- 19 °C in casa, con 2 °C di tolleranza, un grado meno dei 20 di legge;
- fine del periodo: 15 aprile 2027, salvo nuove disposizioni.
L’ordinanza si rinnova ogni anno: prima di contare sulle ore, controlla quella in vigore.
Orari e temperature: le regole d’uso
- Fascia oraria: le ore consentite stanno tra le 5 e le 23, anche spezzate in più momenti.
- Temperatura: conta la media delle stanze riscaldate di ogni appartamento, non ogni singolo ambiente. Il limite per legge è 20 °C più 2 di tolleranza (art. 3).
- Eccezioni: ospedali, cliniche, case di riposo e asili nido sono fuori dai limiti. Il decreto esenta dal tetto orario anche gli impianti condominiali con contabilizzatore e termoregolazione in ogni appartamento: chiedi all’amministratore come si applica al tuo caso insieme all’ordinanza del Comune.
- Il cartello: in ogni condominio con impianto centralizzato devono essere esposti periodo di esercizio, orario scelto, nome e recapito del responsabile dell’impianto.
Chi decide gli orari? Prima si guarda il regolamento; se tace, di solito decide l’assemblea, e in mancanza di una delibera l’amministratore. Nessuno può superare i limiti di legge.
Come si dividono le spese
La prima domanda è: si misura quanto calore usa ogni appartamento?
- Sì, con i contabilizzatori: la spesa segue i consumi. L’articolo 9 del d.lgs. 102/2014 chiede che almeno il 50% sia legato ai prelievi volontari, cioè al calore che scegli di usare. Il resto si può dividere con altri criteri, come millesimi o metri quadri, perché una parte del costo c’è anche a termosifoni spenti.
- No: si divide a millesimi di riscaldamento, cioè in proporzione al peso di ogni appartamento. Se non sai cosa sono, leggi come funzionano le tabelle millesimali.
I contabilizzatori sono obbligatori, salvo relazione di un tecnico abilitato che attesti che non sono possibili o non convengono. Senza, la sanzione va da 500 a 2.500 euro per unità (art. 16).
Sul resto «a millesimi» la Cassazione è severa. Con la sentenza n. 18045 del 1° luglio 2024 ha giudicato illegittima una delibera che divideva l’80% a consumo e il 20% a millesimi: una quota fissa così vale solo se l’approvano tutti i condòmini o è nel regolamento contrattuale.
Puoi anche staccarti dall’impianto, se non crei notevoli squilibri o aggravi di spesa agli altri. Paghi comunque manutenzione straordinaria, conservazione e messa a norma (art. 1118 c.c.).
Se qualcosa non torna
- Orari o temperature: chiedi all’amministratore cosa dice la delibera e dov’è il cartello con gli orari.
- Conto del riscaldamento: chiedi il criterio usato e le letture dei contabilizzatori, e controlla che almeno il 50% sia a consumo.
- Una delibera che non ti convince si impugna di norma entro 30 giorni (art. 1137 c.c.): se è il caso, rivolgiti subito a un professionista.
Questa è la regola generale: il tuo caso dipende dall’impianto e dai documenti del tuo condominio.
Domande frequenti
Quando si accende il riscaldamento a Milano?
Si può accendere il riscaldamento prima della data prevista?
Che temperatura posso avere in casa?
Chi decide gli orari del riscaldamento in condominio?
Come si dividono le spese del riscaldamento centralizzato?
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Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce una consulenza legale. Riferimenti: d.P.R. 16 aprile 2013, n. 74, artt. 3 e 4; ordinanza del sindaco di Milano per la stagione termica 2026/2027 (comunicato del Comune del 9 ottobre 2026); artt. 1118, 1123 e 1137 c.c.; artt. 9 e 16 d.lgs. 4 luglio 2014, n. 102; Cass. civ., sez. II, sentenza n. 18045 del 1° luglio 2024.
